Il Metodo Classico da pinot nero in Oltrepò Pavese

L'azienda agricola Manuelina si trova nella Valle Versa,
in una delle aree più vocate dell'Oltrepò Pavese per il pinot nero da base spumante

L’America, il sogno economico di quanti partirono dall’Europa agli inizi del Novecento alla ricerca di un lavoro e del benessere. New York, una delle mete di maggior richiamo. Nel 1912, a chi giungeva nel porto di New York dall’Oltrepò Pavese si presentava un’immagine famigliare: accanto alla Statua della Libertà si trovava infatti il cartello pubblicitario del Gran Spumante SVIC, prodotto dalla Società Vinicola di Casteggio, di cui SVIC era l’acronimo.

Per capire le ragioni di quel successo - che quasi un secolo fa già testimoniava il livello qualitativo e imprenditoriale raggiunto dall’Oltrepò Pavese - è necessario muoversi a ritroso nel ‘900. Nel 1907, nella fase di fondazione delle cantine sociali dell’Oltrepò Pavese, nasceva la SVIC, la cui conduzione fu affidata all’enologo Pietro Riccadonna. A partire dal 1909 gli venne affiancato Angelo Ballabio.

Pietro Riccadonna va considerato come uno dei padri della spumantizzazione moderna, in particolare per quanto riguarda il Metodo Classico. Enologo, ma anche uomo di comunicazione, Riccadonna coniò lo slogan "Che cos'è la vita se non spumeggia il vino?" che accompagnò la promozione degli spumanti prodotti a Casteggio.

Nel 1931 il principe Emanuele Filiberto, duca d’Aosta, che apprezzava lo spumante secco di Ballabio, lo nominò Provveditore delle Real Casa con autorizzazione a fregiarsi delle insegne ducali. Le vicende di successo della SVIC e della Ballabio sono solo alcune delle grandi storie che compongono la tradizione del Metodo Classico oltrepadano da uve pinot nero.

Nel 1870, a Codevilla, Domenico Mazza iniziava la produzione di Metodo Classico alla Montelio con la concessione da parte dei Francesi di chiamarlo "Champagne d’Oltrepò". La base era costituita da uve pinot nero. Dal 1930, a Santa Maria della Versa, La Versa pose le basi per una spumantizzazione professionale, portando il Metodo Classico oltrepadano in tutta Italia.

Nel 1980, il professor Mario Fregoni dell’Università Cattolica di Piacenza, in occasione di un convegno sul pinot nero organizzato a Broni, indicò: “Oggi l’Oltrepò Pavese è una delle più importanti zone vitivinicole europee e mondiali per la produzione di spumanti di qualità ed è il più grande serbatoio italiano di pinot nero”.

137 Brut
Oltrepò Pavese Metodo Classico
Pinot Nero DOCG

145 Rosé Brut
Oltrepò Pavese Metodo Classico
Pinot Nero Rosé DOCG